Ciao a tutti, ragazzi.
Scrivo queste righe con il cuore che batte ancora un po’ più veloce del normale. Il 29 aprile 2026 è arrivata quella chiamata che chiunque faccia sport sogna fin da quando ha allacciato il primo paio di scarpe da corsa: la convocazione in nazionale.
Ma non sono qui per parlare del risultato, perché quello è solo la punta dell’iceberg, il realizzamento di un sogno lungo e faticoso, durato anni. Voglio infatti parlarvi di tutto quello che c’è ‘’dietro le quinte’’ e che nessuno vede.
Spesso sentiamo dire: “Quello è nato per correre/saltare/lanciare”. Magari è vero, ma il talento senza la costanza, i sacrifici e la dedizione è come una macchina sportiva senza benzina: il talento va alimentato e costruito giorno dopo giorno, mattoncino dopo mattoncino ed è proprio così che la differenza non la fa chi è più veloce oggi, ma chi decide di presentarsi al campo anche quando fuori piove, quando i muscoli fanno male o quando i tuoi amici sono fuori a divertirsi e soprattutto quando tutto vorresti fare tranne che uscire ad allenarti.
Ci sono stati giorni in cui i tempi non scendevano. Giorni in cui un infortunio sembrava voler cancellare mesi di fatica. In quei momenti la tentazione di dire “basta, chi me lo fa fare?” è fortissima. La differenza tra chi arriva e chi si ferma sta tutta qui: credere nel proprio obiettivo anche quando sembra invisibile e irraggiungibile.
Un altro punto su cui vorrei soffermarmi è la scuola: molti pensano che lo studio tolga tempo allo sport, o viceversa. Sicuramente è vero ma la verità è che l’uno salva l’altro. Gestire lunghi periodi di studio tra un allenamento e l’altro per riuscire a mantenere un ottimo livello scolastico in contemporanea all’inseguimento dei miei sogni sportivi mi ha insegnato a non sprecare neanche un secondo del mio tempo e ha sicuramente rafforzato la forza di volontà.
La determinazione che usi per strappare un decimo al cronometro è la stessa che ti serve per finire quel capitolo quando vorresti solo dormire. Non scegliete tra i due: usateli per diventare più forti in entrambi.
La mia convocazione in nazionale non è stata quindi una cosa scontata e facile da raggiungere, ma il coronamento di un sogno durato anni e perseguito giorno dopo giorno. Il raggiungimento di un obiettivo che il me bambino, che faticava ad arrivare nei primi dieci alle gare di paese e che tutto aveva tranne che “doti atletiche eccelse“, avrebbe dato per irraggiungibile, ma al quale non ha mai smesso di credere.
Il mio consiglio per voi è quello di non avere paura di sognare in grande, ma abbiate il coraggio di lavorare sodo per quei sogni. Non cercate scorciatoie: godetevi la fatica, celebrate i piccoli miglioramenti e, soprattutto, abbiate pazienza. I sacrifici di oggi sono le vittorie di domani.
Sicuramente tutto questo è stato possibile grazie al magnifico rapporto di stima e fiducia che si è instaurato con il mio allenatore Gianni Benedetti che mi supporta e mi sopporta sempre, all’ Atletica Trento, con il super presidente Ugo, che mi ha visto crescere e accompagnato nel raggiungimento dei miei obiettivi e all’ U.S. 5 Stelle Seregnano, che, con tutti i suoi allenatori, Roberto e Isabella, mi ha permesso scoprire questo magnifico sport allenandomi fin dalle primissime categorie giovanili.
Ci vediamo in pista. Non mollate mai!
Raffaele Sammarco


