domenica, dicembre 7, 2025

Ai Giochi trentini secondi di un soffio

Chi l’ha mai detto che gli aquilotti CMB sono irreprensibili monodisciplinari sprezzanti dello sport ad ampio raggio? L’evidente confutazione ai Giochi del Trentino a Predazzo: convocati per la squadra di Trento, l’Atletica Trento CMB è seconda per un solo punto.

Ma per una volta non siamo in classifica per aver corso, saltato o lanciato. O meglio, ci siamo per aver fatto tutto questo e altro. Orgogliosi di essere stati selezionati dal comune di Trento per rappresentarlo alla prima edizione dei Giochi trentini, organizzati nella cornice dello Sportfestival, 13 aquilotti e due accompagnatori hanno sfoderato doti logistiche, fisiche, agonistiche direttamente trasferite dalla loro disciplina d’abitudine. E così capita di mettere insieme un martellista come Scarpetta con un mezzofondista come Grimaz, o una marciatrice come la Zanoncini con un giavellottista come Norbert Bonvecchio, e ancora camosci che studiano strategie con i velocisti.

La competizione? Contro altri 7 ambiti del Trentino in vari giochi, dal tiro della fune alla corsa, dalla palla avvelenata al mungimucca. La spedizione è partita venerdì sera sotto la guida della superimpegnata e sempre sollecita Mariagrazia Bertoldo in Gretter, cui sabato si è aggregato l’allenatore e ct per l’occasione Carlo Franceschini. Venerdì sera semiseria riunione tecnica e messa a punto della squadra. sabato: via.

A pallacolpirsi siamo secondi dietro alla Val di Fiemme, che gioca in casa. Nel frattempo, Elektra Bonvecchio, Ilaria Bertoldi e Francesco Bazzanella si piazzano terzi nella Caccia al tesoro, primi ancora gli atleti fiemmesi. Meno bene il mungimucca, dove Elektra Bonvecchio e  Elena Franchi arrivano seste, complice una mammella (della mucca meccanica!!) bucata che perdeva gran parte dello pseudolatte, anche se Nicola Scarpetta, subentrato dopo 2 dei 3 minuti di gara, strizza a più non posso.

Sabato pomeriggio: “al fazolet” (rubabandiera). Dieci della squadra impegnati in scatti e  strategie, Franceschini mette a puno la tattica, la Gretter  controlla i regolamenti e cura le public relations. Grande performance del velocista Andrea Revolti, che fiacca l’avversario percorrendo improbabili gincane nel terreno avversario e salva così il fazolet. Invece nel Trentino quiz sapienti ma poco brillanti. Il team composto da Scarpetta, Franchi, Bonvecchio (Norbert) e Bazzanella conosce le risposte ma per eccesso di prudenza non giunge quasi mai primo alla campana, requisito necessario per per poter risopendere.

Sabato sera, seconda runione tecnica: prima si festeggiano le maglie azzurre-Mariagrazia organizza una festa a sorpresa con tanto di torta e colonna sonora da “champions”- poi la concentrazione e il briefing procedono al Poldo Pub, dove le performances canore di Elektra e i balli sfrenati di tutti intimidiscono gli avversari presenti nel medesimo locale.

Naturalmente, a letto presto (…), e freschi la mattina, per il triathlon a staffetta: in bici Paolo Pedranz è quarto (prima della gara dall’agitazione perde pure il cellulare), dà il cambio a Giovanni Tonini, che recupera due posizioni di corsa e sigla per un solo secondo la miglior prestazione di frazione (in testa un’atleta che corre i 3000m sotto i 9′), terza frazione per Giordano Benedetti, ottocentista prestato al monopattino che esegue acrobazie tali da confermare l’argento. Nel frattempo, Norbert Bonvecchio e Ilaria Bertoldi (Iaia) mettono a dura prova i nervi nel golf. Giunge quarto Norbert, 60 tiri per 18 buche, ma per una regolamento quanto meno bizzarro, che assegna 5 punti al primo e a tutti gli altri 0, invece che a scalare, il quarto posto non vale nulla, mentre la vittoria va di nuovo ai fiemmesi. Questa faccenda tutta tecnica ci penalizzerà fatalmente negli esiti ultimi.

Nessuno però si scoraggia, sul triathlon da buoni atleti avevamo giocato il jolly, guadagnando un surplus di punti che ci fa approdare direttamente al secondo posto nella classifica generale. Concentrazione, ora, per il tiro alla fune. Tutti e tredici in squadra, ecco gli uomini di punta: il capitano, martellista e giocatore di football, Nicola Scarpetta, il campione italiano promesse di giavellotto Norbert Bonvecchio e il velocista Luca Sighel. Per il resto: mezzofondisti forse troppo leggeri. Vinciamo la prima sfida contro i tori del Lavis, che vantano nella loro formazione campioni di Tai-box, ma esauriamo lì le nostre forze, dopo una fatica che ci ha visti quasi spacciati per un metro e infine in grande recupero fino al rush finale. Nel tiro della fune il Lavis era una delle squadre più forti, batterla ci è costato le due successive sconfitte contro le altre formazioni: i muscoli erano ormai esauriti, e non bastavano le urla barbariche di incoraggiamento, nostre e dei fans, per battere avversari che vantavano fusti alla stregua del ormai noto “paccoman” (chi ha orecchie per intendere..). Alla fine siamo quarti, rischiamo il secondo posto nella classifica complessiva. Ma grande finale con vittoria di misura nel percorso “handicap”: partono Elektra e Paolo con brillanti e veloci salto alla cavallina, cambio per due frazioni di corsa col sacco, rispettivamente Giordy e Andrea, partono poi quasi maliziosamente incatenati Giovanni e Veronica, devono correre attaccatti il più veloce possibile, ultima frazione per Nicola Scarpetta, rettilieno in apnea con la Franchi sulle spalle. Ora l’argento è straconfermato, per un solo punto dietro all’oro, in mano ai fiemmesi.  Però lasciateci fare un po’ gli spacconi: campioni di allegria, tifo, agonismo, coesione e performances eravamo solo noi!

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